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Abbazia di Stična

Abbazia di Stična

Le sue origini risalgono al 1132 e stilisticamente all'epoca romanica. L'Abbazia si erse tosto a fulcro della vita religiosa, ecclesiale, culturale ed economica della Carniola.

La biblioteca badiale custodì fino alle riforme giuseppine i preziosi Manoscritti Sitticensi, miniati, in latino, composti nei secoli XII e XIII. A Stična fu redatto, nel 1428, il manoscritto Sitticense che riveste notevole importanza per essere uno dei primi monumenti scritti in lingua slovena.

 

Nei secoli l'Abbazia conobbe sensibili rimaneggiamenti. Si conserva ai giorni nostri il nucleo architettonico più antico dell'Abbazia, composta dal chiostro e dalla chiesa dell'ordine.



All'epoca delle riforme promosse dall'imperatore Giuseppe II, l'Abbazia fu sciolta nel 1784. Dopo un intervallo di 114 anni, i monaci bianchi vi fecero ritorno nel 1898. All'insegna del motto cistercense Ora et labora, essi continuano il loro percorso plurisecolare. L'Abbazia di Stična è oggi il più antico centro culturale e spirituale sloveno.

 

 

Il chiostro

Il fulcro architettonico dell'Abbazia di Stična è dato dal chiostro. Esso si compone di quattro portici che circondano il giardino chiostrale.



Fino a poco tempo fa il suo impianto originario costituiva un enigma, ma recenti ricerche hanno fatto emergere significativi particolari che ne consentono la ricostruzione. Il chiostro dell'Abbazia di Stična subì rimaneggiamenti di un certo rilievo attorno al 1230, quando fu dotato di volte gotiche. Avendo in seguito, specie in epoca barocca, subito soltanto delle modifiche di lieve portata, esso è considerato a tutt'oggi uno dei più bei chiostri gotici in Slovenia.



In epoca medievale il chiostro è stato adornato di numerosi affreschi, fra i quali spiccano, per importanza storico-artistica, quelli attribuiti alla perizia di Janez Ljubljanski, uno stimato pittore che operò verso la metà del Quattrocento.



Gli edifici che circondano il chiostro sono disposti, in ossequio alle regole monastiche cistercensi, in un ordine rigorosamente prestabilito. Sul lato est si ha così la sala capitolare, dove i monaci assumevano tutte le determinazioni più importanti. Sul lato sud sorge il refettorio, ossia la mensa dei monaci, ornato da stucchi, il cui odierno aspetto risale al secolo XVIII.

 

La Basilica della Madonna Addolorata

La chiesa fu edificata nel secolo XII. Si trattò di una basilica romanica a tre navate, delimitate da arcate e concluse ad Oriente da tre absidi semicircolari.



Due absidi sono ancor'oggi apprezzabili dal cortile orientale, mentre l'abside della navata principale si trova ora sotto il pavimento del presbiterio. Nella cappella di destra, accanto al presbiterio, si offre alla vista la struttura del muro romanico originario. L'architettura romanica della chiesa è ben apprezzabile anche nella struttura del sottotetto. Nel secolo XVII, all'epoca dell'Abate Jakob Reinprecht (1603-1626), la chiesa romanica fu rimaneggiata in stile barocco; un intervento che ne mutò a fondo l'aspetto esteriore e gli interni, e l’accorciò di un’arcata.



Un secondo intervento in senso barocco avvenne ai tempi dell’Abate Viljem Kovačič (1734-1764). A seguito delle riforme promosse dall’imperatore Giuseppe II verso la fine del secolo XVIII, l’edificio di culto fu ridotto a chiesa parrocchiale. Nel 1936, anno in cui se ne celebrò l’ottavo centenario, la chiesa fu elevata al rango di basilica.



La navata principale della chiesa odierna misura 62,30 m in lunghezza, e 18,00 m in larghezza. La maggior parte degli arredi – gli altari, il pulpito, gli stalli del presbiterio, gli organi, parti delle panche per i fedeli – risale ad epoca tardo barocca, ossia alla seconda metà del secolo XVII. L’altare maggiore e consacrato alla Madonna.